Costruire il futuro, passo dopo passo. È questo l’obiettivo dei Percorsi di Autonomia Guidata (PAG), il progetto promosso dal Comune di Napoli nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane “Pon Metro” 2014-2020, gestito da Consorzio Gesco, cooperativa sociale Era e cooperativa sociale Dedalus.
Un’iniziativa concreta pensata per accompagnare i giovani neo-maggiorenni – in particolare coloro che escono da percorsi di tutela e accoglienza – verso una vita autonoma e indipendente, sia dal punto di vista personale che lavorativo.
Giovani adulti che costruiscono il proprio futuro
I destinatari del progetto sono giovani tra i 18 e i 22 anni, spesso privi di un adeguato supporto familiare, che hanno vissuto in comunità residenziali o in affido. L’ingresso nell’età adulta può rappresentare un momento di fragilità, ma anche di potenziale rinascita, se accompagnato con gli strumenti giusti. E il PAG nasce proprio per questo: offrire sostegno abitativo, educativo e lavorativo a chi vuole costruire un percorso di vita dignitoso e indipendente.
Un esempio concreto è quello di un ragazzo inserito di recente in un percorso lavorativo con Bicycle House, realtà attenta alla sostenibilità e all’inclusione. Un primo passo importante per acquisire competenze, autonomia e fiducia nel proprio valore.
Una rete di solidarietà che coinvolge tutta la comunità
Il progetto PAG non si limita a offrire servizi: si propone di coinvolgere attivamente la comunità locale in un’azione di solidarietà diffusa.
Allo stesso modo, le imprese, gli artigiani e i commercianti del territorio diventano partner fondamentali del progetto, offrendo spazi e competenze per l’attivazione di tirocini e borse lavoro. I costi sono sostenuti dal progetto, mentre il valore restituito alla comunità è inestimabile.
Un futuro che parte da qui
Il progetto PAG dimostra come, attraverso l’integrazione tra istituzioni, servizi sociali, realtà del terzo settore e cittadini, sia possibile creare percorsi di vera emancipazione per giovani che spesso rischierebbero di rimanere ai margini.
Un investimento sulle persone, sul territorio e sulla possibilità di costruire una comunità più giusta, inclusiva e solidale.
Perché l’autonomia non è un punto di partenza, ma un traguardo che si raggiunge insieme.


